Il lentischio nella tradizione popolare sarda

Descrizione della pianta

Il lentischio, Pistacia Lentiscus, in sardo ollestincu, moddizzi o Chessa, è la specie più rappresentativa tra le arbustive della bassa macchia meditteranea della Sardegna, molto diffuso sino agli 800 m.

Il suo arbusto sempreverde può arrivare anche a 4 o 5 m con rami fitti, contorti e ha la corteccia cenerina o rossastro bruna. Le foglie del lentischio sono imparipennate lucenti e coriacee e i fiori piccoli e bruni sono sistemati all’ascella delle foglie. I suoi frutti sono delle drupe, dapprima rosse, poi brune, che contengono un piccolo seme chiaro. Il lentischio fiorisce tra marzo e maggio.

Usi nella tradizione popolare

L’utilizzo delle piante della macchia mediterranea ha accompagnato il popolo sardo in vari aspetti della vita quotidiana, fin dai tempi dei nuragici, in particolar modo il lentischio, veniva utilizzato negli ambiti legati all’alimentazione, alla cosmesi, alla medicina popolare e nei riti magici e religiosi, spesso legati tra loro.

Medicina popolare

In Sardegna il lentischio era utilizzato come rimedio per la cura di diverse malattie e disturbi, ce ne dà una testimonianza la Farmacopea Sardoa, Paglietti 1773, è una raccolta dotta delle conoscenze sarde di fine settecento sui medicamenti e preparati officinali.

Non c’è patologia per cui non esistessero rimedi vegetali, accompagnati, spesso, da una componente magica o religiosa che rendeva il risultato più efficace.

La Bruja, la strega o la guaritrice, a seconda della zona della Sardegna in cui abitava, era la custode delle arti mediche, conoscitrice delle erbe e dei rituali sacri, era colei che combinava i suoi medicamenti con “brebus” parole sacre affinchè la cura avesse buon esito. Queste preghiere e i rituali ad esse connessi sono stati tramandati oralmente fino ai giorni nostri e ancora si praticano in alcuni paesi della Sardegna.

Il decotto della pianta di lentischio leniva i dolori reumatici e il prurito dell’orticaria o della puntura d’insetto.

I vapori dell’infuso delle foglie di lentischio curavano i raffreddori e le bronchiti, l’infuso veniva utilizzato anche come odontalgico.

Le foglie di lentischio venivano messe nelle scarpe contro l’iperudorazione e per deodorare.

Usi magici e superstiziosi

Nella cultura sarda le piante della macchia meditteranea trovavano utilizzo anche in rituali religiosi o pagani.

Il lentischio veniva ritenuta una pianta dai poteri scaramantici, che teneva lontano il malocchio. Amuleti confezionati con le foglie di lentischio venivano appuntati sugli abiti soprattutto dei bambini che venivano spesso vezzeggiati.

Nella cura del malocchio per gli animali, la Bruja aspergeva l’interessato con l’acqua trattata e un ramo di lentischio formulando le preghiere per scacciarlo.

Usi alimentari

Dai frutti del lentischio si estraeva, previa spremitura, un olio amaro e resinoso che è stato utilizzato per uso condimentario in alcuni paesi dell’isola fino agli anni 50. Per addolcirne il sapore, veniva depurato tramite bollitura o cotto con l’aggiunta di pane o fichi secchi.

Cosmesi e saponeria popolare

Nell’ 800 gli uomini, ad esempio nell’oristanese e nell’ Ogliastra, si ungevano i capelli con l’olio di lentischio per renderli lucenti e le donne lo adoperavano come balsamo.

L’olio di lentischio era utilizzato per fare i saponi da bagno grazie al suo potere emmoliente.

Le ceneri della pianta di lentischio erano l’ingrediente principale per un’ottima lisciva per il bucato.

Fonti e approfondimenti

Italus Hortus – vol 11, n 4/2004 , Piante della macchia mediterranea dagli usi tradizionali alle nuove opportunità agro industriali.

Aldo Domenico Atzei , Le piante nella tradizione popolare della Sardegna, Delfino 2003

Antonia Pessei, Le piante officinali della Sardegna, Il maestrale 2000

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